Non penso, non mi lagno, non discuto -
non dormo.
Non voglio né sole, né luna, non saluto
il giorno.
Non sento il freddo tra le quattro mura -
il vento.
Il dono atteso tanto tempo
lo rifiuto.
Non mi rallegra il mattino, né la fuga
sonora dei tranvai.
Vivo cieca al giorno, ignoro l'ora
e il secolo.
Funambola su una corda incrinata.
Ombra dell'ombra
di qualcuno. Sonnambula
di due scure lune.
Marina Cvetaeva, Il paese dell'anima, p. 44
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