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mercoledì, 12 agosto 2009

Breakfast time in paintings by russian artist



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Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 21:13 | link | commenti
categorie: book
martedì, 14 aprile 2009

Posy Simmonds - Cherchez la femme




Posy Simmonds, nata nel 1945 e cresciuta in una fattoria del Berkshire, entra in contatto giovanissima con le strisce americane che circolano nella vicina base aerea. Si diploma alla London’s Central School for Art and Design e quindi frequenta per un anno un corso di pittura alla Sorbona. Cartoonist per il quotidiano The Guardian e autrice di premiati libri per l'infanzia, Rosemary Elizabeth "Posy" Simmonds è, dagli anni '70, l'acuta commentatrice (e gentile fustigatrice) della middle class britannica. La fumettista traccia un quadro impietoso della banale provincia inglese: gelosie, invidie, rancori, tradimenti. I suoi fumetti girano spesso attorno a una giovane donna un po’ confusa che semina tragedie e disastri familari.




Vi avverto non troverete l’happy end nelle sue storie, alla fine qualcuno muore sempre e spesso in modo assurdo o banale come a ricordarci quanto siamo piccoli e stupidi nelle nostre mediocrità quotidiane.

In Italia di questa autrice è stato pubblicato solo Gemma Bovery (Hazard edizioni, 2000), una rivisitazione in chiave moderna del noto romanzo di Flaubert.  Gli inglesi middle class golosi di vini pregiati ed esotismo continentale, e i borghesi francesi con i loro insopportabili desideri di grandezza sono ritratti tra diete dimagranti e infedeltà coniugali, splendori e ironie del disordine amoroso.

Anche l’ultimo lavoro della Simmonds Tamara Drewe si rifà al libro di Thomas Hardy "Via dalla pazza folla", la storia ancora una volta gira attorno a una ragazza, una giornalista di cronaca rosa che intreccia diverse storie, con uno scrittore cinquantenne, con un giovane chitarrista (che ricorda molto il cantante dei Suede o dei Blur) e con un giardiniere. Chi conosce l'inglese ed ha occhi assai buoni può leggerlo integralmente sul sito del Guardian QUI.



Tecnicamente, la Simmonds fa un largo uso della didascalia, in pratica è quasi un libro di prosa illustrato da fumetti. Libri di piccola quotidianità, di storie quasi banali, perché fin troppo verosimili, narrate con estrema sottigliezza ed una grande eleganza.


Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 16:25 | link | commenti (2)
categorie: book
lunedì, 04 febbraio 2008

Your pretty face is going to hell. Sulle riviste per ragazze e altre sciocchezze




Verso la fine degli anni ’90, passavo lunghi pomeriggi andando al cinema e leggendo riviste femminili. Le mie riviste preferite erano Vogue (hanno i fotografi migliori del mondo), The Face (chiuso nel 2004), Dazed and Confused (mi ricordo ancora il loro indimenticabile ‘Purity Test’ per capire se ci sapevi fare a letto). In quegli anni finalmente azzeccai il parrucchiere giusto e mi rassegnai al fatto che il taglio che mi sta meglio è anche il più regolare. In fondo, ogni ragazza lo sa bene, le regole per la cura dei capelli sono semplici ma rigorose: spuntatura regolare, il phon non va tenuto troppo vicino ai capelli e la consapevolezza che schiarirsi i capelli è una strada senza uscita. Erano anche gli anni in cui Colors faceva la differenza con i suoi storici numeri sul sesso o sul carcere, prima di perdere la sua linea editoriale.



In quegli anni io e una mia amica avevamo il mito di Cloe Sevigny, erano i suoi anni d’oro, aveva appena girato Boys don’t cry  e tutti pensavano che sarebbe diventata l’attrice più importante mai esistita. Invece poi dopo quella storia della fellatio a Vincent Gallo in The Brown Bunny lo scettro è velocemente passato a qualcun'altra, ma la Sevigny è rimasta un’icona di stile, un faro di buon gusto nel panorama della moda. Le sue code di cavallo, le sue ballerine, le sue inconfondibili  camice bianche l’hanno resa indimenticabile. Passavamo ore a studiare le sue foto su Dazed e credo che, in parte, cerchi ancora in qualche modo di tendere al suo stile sofisticato da finta ragazza per bene.



In quegli anni un’altra rivista assolutamente innovativa era NOSE. Purtroppo uscì credo per cinque numeri e poi si fermò, ma le sue pagine accuratamente ritagliate sono ancora attaccate nel mio bagno. La vera rivista culto di fine anni ’90 è stata VIRUS MUTATIONS. Posso assicurarvi che se l’avete mai letta sicuramente ve ne ricorderete. Lavoravano molto sulla body art e sul tema della ‘mutazione’, i primi articoli su Orlan, Stelarc e sul lato visuale di Marilyn Manson penso di averli letti lì sopra. Mi ricordo ancora la volta che vidi le prime foto di Serrano sulla Morgue. Era un giornale di poche pagine ma era materiale incandescente. Ancora non usavo molto internet e quelle pagine (che conservo ancora come reliquie) hanno aperto una finestra nella mia mente. (La rivista si è condensata in un libro Virus Art a cura di Francesca Alfano Biglietti).



Oggi, a parte il sempre sia lodato Vogue (la cui edizione al maschile sta dando ultimamente grandi soddisfazioni), per cercare di scoprire nuove fonti dell’arte contemporanea cerco di leggere ‘Il giornale dell’arte’, rivista molto ‘istituzionale’ e sinceramente noiosissima quanto indispensabile, il super cool ‘Exibart’, il sempre bello Linus, e l’inflazionato (ma a volte riserva sorprese) ‘Arte’, l'indispensabile e visionario Segnocinema.  Recentemente mi è capitato di trovarmi quasi per caso tra le mani una rivista eccezionale. Si chiama DROME, ho visto foto così belle come non mi capitava da tempo. Mi ha colpito soprattutto una serie di foto di moda dedicata al ‘libertini’ con vestiti di Vivienne Westwood, scatti realizzati da una coppia di giovani fotografi tedeschi Billy und Hell.




La serie sull'antico west è strepitosa.



Cosa volete farci, siamo ragazze a noi piace guardare i vestiti, i ragazzi e tutto quello che è bello.

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 20:58 | link |
categorie: book
mercoledì, 30 gennaio 2008

Il piccolo libro dei colori di Michel Pastoureau e Dominique Simonnet

Leggendo questo delizioso libro scoprirete che nell’antichità esistevano solo tre colori il nero, il rosso e il bianco. Che il blu per anni è stato ignorato. Che nel Medioevo ci si sposava in rosso perché era il colore per eccellenza. Che il verde simboleggia il cambiamento perché è chimicamente instabile. Che il giallo è il colore meno simpatico, e che il bianco è il colore della nascita e della morte. Michel Pastoureau non crede nella teoria dei colori complementari, pensa che i colori siano sei: blu, rosso, nero, bianco, verde, giallo e ci racconta la loro storia, l'evoluzione delle mentalità, degli usi e delle società, intrecciando arte, politica, religione, psicologia, sociologia. E' un libruccino che si legge in mezz'ora ma che da grosse soddisfazioni.

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 10:42 | link |
categorie: brevi, book
venerdì, 06 luglio 2007

I scream for Ice Cream




Questo simpatico volume pubblicato dalla Phaidon alto più o meno come un bambino di un anno che ha appena imparato a camminare è l’ultima frontiera dell’arte contemporanea. 100 artisti selezionati da 10 dei più importanti curatori al mondo. Per quanto costa quando lo aprirò come minimo mi aspetto che il mio volto si illumini di luce come la valigetta in Pulp Fiction, che cori angelici cantino e che la neve cominci a scendere lentamente sulla mia testa. Vedremo.

http://www.phaidon.com/icecream/



Hase (Rabbit)
Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 11:37 | link | commenti (4)
categorie: brevi, book
martedì, 05 giugno 2007

Made in japan



Otto autori francesi e otto autori giapponesi compiono brevi viaggi e  descrivono secondo il loro personale punto di vista il Giappone. “Ho riunito autori che mi sembravano avere una vera personalità, e quindi capaci di oltrepassare il loro pubblico nazionale; si tratta di autori che hanno una vocazione universale.” Frederic Boilet

CHE COS’È IL “NOUVELLE MANGA”
La definizione “Nouvelle Manga”, creata da Frédéric Boilet nel 2001, più che designare un movimento, vuole cercare di “catturare” l’atteggiamento di certi autori che, slegandosi dai legacci del genere e dello “strettamente commerciale”, creano un fumetto che trae ispirazione e vitalità da varie fonti e tratta, essenzialmente, della vita quotidiana. Boilet infatti ritiene che i limiti della “BD” classica, come la si intendeva soprattutto fino alla fine degli anni ’80 (volumi a colori di grande formato che raccontavano storie di fantascienza, fantasy o avventura), e del manga di intrattenimento, che copre terreni analoghi anche se con altre regole e stereotipi, siano simili e, pur con cifre di lettori diverse, portino al medesimo risultato: sono letti da una piccola parte di lettori, generalmente identificabili con gli adolescenti di sesso maschile.
La scoperta della colossale produzione giapponese legata invece a storie di stampo realistico e quotidiano, generalmente non tradotte all’estero, e l’operato di certe case editrici francesi come “L’Association” e “Ego comme X”, che hanno fatto del realismo e dell’autobiografismo il loro marchio di fabbrica, fecero capire a Boilet che la strada da percorrere era la seconda: paradossalmente era il fumetto che poteva fregiarsi dell’etichetta d’“autore” quello che aveva maggiori possibilità di diffusione nei confronti di un pubblico ampio e variegato, e non legato esclusivamente a un’unica categoria demografica. Il risultato fu quindi un fumetto che per un lettore francese ha un approccio simile al “manga”, mentre per un lettore giapponese ha un sapore francese, una qualità molto apprezzata e diffusa attraverso la letteratura e il cinema anche in quel paese asiatico.
Al momento, Frédéric Boilet identifica con “Nouvelle Manga” degli autori che lavorano in tutto il mondo con un “respiro internazionale”, slegati dalle “regole” del fumetto del proprio paese, e delle case editrici che definiscono i programmi editoriali avendo come obiettivo quello di proporre opere di qualità e di diffondere i lavori sia degli autori affermati (come potrebbe essere Jiro Taniguchi, in Giappone) che di quelli poco conosciuti (come Vanyda in Francia)

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 10:28 | link | commenti
categorie: book