








Cosa volete farci, siamo ragazze a noi piace guardare i vestiti, i ragazzi e tutto quello che è bello.
Leggendo questo delizioso libro scoprirete che nell’antichità esistevano solo tre colori il nero, il rosso e il bianco. Che il blu per anni è stato ignorato. Che nel Medioevo ci si sposava in rosso perché era il colore per eccellenza. Che il verde simboleggia il cambiamento perché è chimicamente instabile. Che il giallo è il colore meno simpatico, e che il bianco è il colore della nascita e della morte. Michel Pastoureau non crede nella teoria dei colori complementari, pensa che i colori siano sei: blu, rosso, nero, bianco, verde, giallo e ci racconta la loro storia, l'evoluzione delle mentalità, degli usi e delle società, intrecciando arte, politica, religione, psicologia, sociologia. E' un libruccino che si legge in mezz'ora ma che da grosse soddisfazioni.

Questo simpatico volume pubblicato dalla Phaidon alto più o meno come un bambino di un anno che ha appena imparato a camminare è l’ultima frontiera dell’arte contemporanea. 100 artisti selezionati da 10 dei più importanti curatori al mondo. Per quanto costa quando lo aprirò come minimo mi aspetto che il mio volto si illumini di luce come la valigetta in Pulp Fiction, che cori angelici cantino e che la neve cominci a scendere lentamente sulla mia testa. Vedremo.
http://www.phaidon.com/icecream/


Otto autori francesi e otto autori giapponesi compiono brevi viaggi e descrivono secondo il loro personale punto di vista il Giappone. “Ho riunito autori che mi sembravano avere una vera personalità, e quindi capaci di oltrepassare il loro pubblico nazionale; si tratta di autori che hanno una vocazione universale.” Frederic Boilet

CHE COS’È IL “NOUVELLE MANGA”
La definizione “Nouvelle Manga”, creata da Frédéric Boilet nel 2001, più che designare un movimento, vuole cercare di “catturare” l’atteggiamento di certi autori che, slegandosi dai legacci del genere e dello “strettamente commerciale”, creano un fumetto che trae ispirazione e vitalità da varie fonti e tratta, essenzialmente, della vita quotidiana. Boilet infatti ritiene che i limiti della “BD” classica, come la si intendeva soprattutto fino alla fine degli anni ’80 (volumi a colori di grande formato che raccontavano storie di fantascienza, fantasy o avventura), e del manga di intrattenimento, che copre terreni analoghi anche se con altre regole e stereotipi, siano simili e, pur con cifre di lettori diverse, portino al medesimo risultato: sono letti da una piccola parte di lettori, generalmente identificabili con gli adolescenti di sesso maschile.
La scoperta della colossale produzione giapponese legata invece a storie di stampo realistico e quotidiano, generalmente non tradotte all’estero, e l’operato di certe case editrici francesi come “L’Association” e “Ego comme X”, che hanno fatto del realismo e dell’autobiografismo il loro marchio di fabbrica, fecero capire a Boilet che la strada da percorrere era la seconda: paradossalmente era il fumetto che poteva fregiarsi dell’etichetta d’“autore” quello che aveva maggiori possibilità di diffusione nei confronti di un pubblico ampio e variegato, e non legato esclusivamente a un’unica categoria demografica. Il risultato fu quindi un fumetto che per un lettore francese ha un approccio simile al “manga”, mentre per un lettore giapponese ha un sapore francese, una qualità molto apprezzata e diffusa attraverso la letteratura e il cinema anche in quel paese asiatico.
Al momento, Frédéric Boilet identifica con “Nouvelle Manga” degli autori che lavorano in tutto il mondo con un “respiro internazionale”, slegati dalle “regole” del fumetto del proprio paese, e delle case editrici che definiscono i programmi editoriali avendo come obiettivo quello di proporre opere di qualità e di diffondere i lavori sia degli autori affermati (come potrebbe essere Jiro Taniguchi, in Giappone) che di quelli poco conosciuti (come Vanyda in Francia)