Le fotografie di Slim Aarons sono un viaggio nel passato che documentano i tempi della "dolce vita" americana. Aarons, nato a New Hampshire nel 1912, è stato educato come foto-giornalista, (fotoreporter nel corso della Seconda guerra mondiale). Dopo la guerra, Aarons ha conservato il suo stile accorto, misurato ma ha rivolto lo sguardo altrove. E così i suoi racconti di vita sono diventati servizi per riviste del calibro di Town and Country, Vogue, Life, e Travel + Leisure... E il bel mondo, quello dei vip e delle icone dello showbiz è diventato un prolungamento della sua attività. E quei protagonisti soggetti da ritrarre sullo sfondo della classe "alta". Ed è lì che Aarons ha costruito la sua straordinaria carriera, scontando però l'appellattivo di "fotografo dei ricchi e famosi". E nel suo diario ci sono tutti, Jackie Kennedy Onassis, Marilyn Monroe e Kirk Douglas, per citarne alcuni. Le sue immagini, vivaci e piene di colore, sono uno sguardo intimo nelle vite private, dove Aarons era benvenuto come nessun'altro negli anni Sessanta, Settanta, e Ottanta. Come Aarons amava ricordare, il suo scopo era "fotografare gente attraente facendo cose attraenti in luoghi attraenti".
Alice rise: “È inutile che ci provi”, disse; “non si può credere a una cosa impossibile”.
“Oserei dire che non ti sei allenata molto”, ribattè la Regina. “Quando ero giovane, mi esercitavo sempre mezz’ora al giorno. A volte riuscivo a credere anche a sei cose impossibili prima di colazione”.
Questo video mi ha fatto venire in mente due cose:
1-Una volta da piccola sono caduta in un lago. Non è stato niente di tragico, solo che sono uscita fuori sporca e piena di foglie, fango e rametti ovunque e sono dovuta tornare a casa a piedi da sola a cambiarmi.
2-Gli adolescenti hanno, in parte, la sensibilità che è propria degli sciamani.
Mi è spesso capitato di trovare più affascinanti gli artisti mentre realizzano le loro opere più che l’opera d’arte in se stessa. (Mai la tela è stata più donna di quando Pollock la schizza di vernice). Se vi siete mai chiesti come si realizza un wall drawing potete adesso soddisfare la vostra curiosità con le bellissime foto di Ela Bialkowska che ritraggono il work in progress alla Galleria Continua di San Gimignano per Wall Drawing #1262: Planes with broken bands of color di Sol LeWitt.
Wall Drawing #1262: Planes with broken bands of color (San Gimignano)
2004 realizzato | installed in 2009
acrylic paint
disegnato da | first drawn by: Nicolai Angelov and Ilaria Biotti, Matteo Ficozzi, Lek Gjeloshi, Sara Poggiantiti, Laura Tinti
prima installazione | first installation: Galleria Continua, San Gimignano, Italy
267 x 1330 cm
Ph. Ela Bialkowska
Courtesy Galleria Continua, San Gimignano / Beijing / Le Moulin
http://www.galleriacontinua.com/
Robert Gligorovè nato a Kriva Palanca in Macedonia, attualmente vive e lavora a Milano.
Mi ricordo di aver visto per la prima volta le opere di Gligorov quando fu ospite di Red Ronnie. Era l’epoca in cui si cuciva i fiori sulla pelle con ago e filo oppure si cospargeva di viscere animali.
Il suo obbiettivo, si legge nel sito, è svegliare l’osservatore da uno stato letargico utilizzando le sofisticate ed estreme forme di comunicazione della società in cui viviamo per veicolare immagini con contenuto shock.
L’artista vuole mettersi in competizione con la pubblicità e il mondo dei mass media che ci circondano con immagini che ci blandiscono con mille lusinghe e promesse di felicità. I suoi lavori nascono per sorprendere lo spettatore, sbalordirlo con fotografie, sculture e installazioni provocanti, con lo scopo di richiamare l'attenzione di un pubblico ormai assuefatto a forme di comunicazione estreme.
Gligorov è noto per immagini fotografiche di grande impatto visivo spesso testimonianza di performances che lo vedono protagonista, performance che ricordano la body art ma anche programmi come Jackass, sono giochi, caratterizzati però da una poeticità molto intensa.
La componente teatrale nei suoi lavori è preponderante. Il corpo è l'elemento principale della sua indagine artistica, in diverse occasioni ha messo in discussione la sua identità di uomo, ibridando il corpo con elementi presi a prestito dal mondo animale, vegetale o minerale.
Una curiosità: il nome di Robert Gligorov è legato agli esordi dei Bluvertigo che nei primi anni ‘90, grazie al suo interessamento e supporto, vennero notati da una casa discografica indipendente di Monza. Sue le copertine dei primi due album del gruppo, Acidi e basi e Metallo non metallo.
Il fotografo milanese Armin Linke documenta, in occasione di numerosi viaggi in tutto il mondo, i fenomeni della globalizzazione e dei suoi effetti sociali e politici. Nel far questo, nella scelta dei motivi, l’artista non si vincola ad un genere specifico: paesaggi creati dall’uomo, mega-cities,infrastrutture tecnologiche o ritratti: lo sfondo concettuale del lavoro di Linke rimane sempre l’idea dell’archivio. Il lavoro di Armin Linke oscilla tra due caratteri costanti: da un lato una dimensione epica, in quanto troviamo spesso paesaggi in cui è presente un elemento che schiaccia la scala umana e dall’altro un’archiviazione minuziosa basata sul principio della moltitudine. Il filo consiste in un aspetto antropologico: 1) l'uomo nello spazio in cui agisce 2) come lo spazio agisce sull'uomo 3) le modifiche che risultano da queste azioni.
Il suo ultimo progetto book on demand permette di comporre dal suo sito un proprio libro scegliendo 16 tra più di 5000 immagini, componendole in un layout.
Pagando le semplici spese vive il libro viene recapitato in tre settimane stampato con un nuovo sistema digitale offset in copia unica. Un multiplo personalizzato. L’idea è quella di mettere a disposizione le immagini permettendo una interazione con il pubblico, creando un nuovo micro-sistema di distribuzione aperto saltando il sistema delle case editrici, analizzare quali criteri vengono utilizzati per scegliere e comporre le immagini e le sequenze, un esperimento anche per mettere alla prova se tutta questa massa di immagini abbia un senso o se nuovi sensi e significati possono nascere dal montaggio e dal cortocircuito di nuovi gruppi di immagini.