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mercoledì, 30 gennaio 2008

Il piccolo libro dei colori di Michel Pastoureau e Dominique Simonnet

Leggendo questo delizioso libro scoprirete che nell’antichità esistevano solo tre colori il nero, il rosso e il bianco. Che il blu per anni è stato ignorato. Che nel Medioevo ci si sposava in rosso perché era il colore per eccellenza. Che il verde simboleggia il cambiamento perché è chimicamente instabile. Che il giallo è il colore meno simpatico, e che il bianco è il colore della nascita e della morte. Michel Pastoureau non crede nella teoria dei colori complementari, pensa che i colori siano sei: blu, rosso, nero, bianco, verde, giallo e ci racconta la loro storia, l'evoluzione delle mentalità, degli usi e delle società, intrecciando arte, politica, religione, psicologia, sociologia. E' un libruccino che si legge in mezz'ora ma che da grosse soddisfazioni.

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 10:42 | link |
categorie: brevi, book
martedì, 29 gennaio 2008

Luna Amato - Bon appétit - Premio Celeste 2007

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 09:14 | link |
categorie: video, brevi
domenica, 27 gennaio 2008

Best Performance Ever

Mentre il popolo dell'arte si recava in massa ad ArteFiera da un'altra parte si consumava una delle più amazing performance di sempre. A mezzogiorno in punto di domenica 27 il rapper americano Coolio in elegante abito moschino si calava dal campanile di San Marco a Venezia comodamente seduto sulla 'O' della parola angelo. Coolio ha toccato il suolo della piazza sulle note del suo più celebre brano 'Gangsta's Paradise'. Se non è arte contemporanea questa allora non so davvero come chiamarla.



Video!
Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 19:25 | link |
categorie: brevi
sabato, 26 gennaio 2008

Cosa fare a Bologna invece di andare ad ArteFiera



Come ogni anno mi sono recata in pellegrinaggio ad ArteFiera a Bologna. Se chi va alla Biennale di Venezia di solito dice ‘è stato bellissimo, mi sembrava di essere al Luna Park’, frase che include il fatto che si sia trattato di un’esperienza con una ‘partecipazione attiva’ da parte di chi fruisce, per cercare di capire, di interpretare quello che si vede, Arte Fiera invece è sempre più simile ad un circo, dove ci si siede e si guarda distratti e annoiati persone o animali che cercano in ogni modo di attirare la nostra attenzione.  Quest’anno a confermare questa mia impressione c’erano anche i palloncini e le scimmiette che si arrampicano sui muri. Arte Fiera è un gran caos in cui tutto viene ‘appeso alle pareti’, in mezzo al marasma c’è sempre qualcosa di assolutamente be
llo, ma anche le cose più belle (e ce ne sono) private di un qualsiasi tipo di contesto che dia loro il giusto spazio per manifestare il loro significato, si appiattiscono e diventa difficile riconoscerle e separarle dal resto. Quest’anno camminavo tra gli stand e facevo fatica a guardare le cose, a mettere a fuoco gli oggetti, davo la colpa alle poche ore di sonno o alla mia incapacità di concentrarmi.
E quindi che dire. Devo dire che ho trovato la fotocopia della fiera dell’anno scorso, le cose che mi hanno colpito sono state le stesse. Sono tornate le struggenti polaroid di Araki di cui ho parlato anche qui (se c’è un industriale tra i miei lettori il consiglio è, per favore accidenti, di comprarle tutte e subito prima che sia troppo tardi e che vengano divise e sparse a caso per il mondo). Tanti pezzi di Mimmo Rotella, sempre bellissimi, Holiday on Ice al primo piano il più stupefacente. Alcune stupende foto di Thomas Struth, quelle che fece quando girava il mondo fotografando la gente dentro ai musei, una serie interessantissima, ma le foto messe lì su un muro senza un contesto non permettevano di capire niente. Girando tra gli stand mi sono anche resa conto che ci sono dei ‘classici’ dell’arte contemporanea, oggetti che vengono riproposti da autori diversi ma che evidentemente incontrano i gusti del pubblico. Potrei mettere la mano sul fuoco che ogni hanno chi partecipa ad Arte Fiera potrà riconoscere: 1-Il pelosone (scultura pelosa enorme di forma varia), 2-Monocromi (quadri di un solo colore da scegliere in tono per abbinarsi al divano), 3-Donne inquietanti (ritratti di donne con sguardo da isteriche pazze omicide), 4-Il nudo (il nudo va sempre sia in forma di pittura, scultura o video). Quest’anno ho visto pochi autori del ‘900, e quindi meno De Chirico, Burri, Fontana, e meno transavanguardia che di solito sono quelli che vanno per la maggiore in quanto riconosciuti dalla critica ufficiale. 10 e lode a ConiglioViola che con la loro ‘Ci sarà’ salmodiata nella chiesa/Festival di San Remo con il Pippo nazionale fatto santo almeno strappano una risata sincera. Ho cercato a lungo i famosi autoritratti di Pete Doherty dipinti col sangue ma non li ho visti. In fiera si aggirava anche un'entusiasta Red Ronnie che faceva foto a tutto spiano,  lui è sempre così entusiasta per qualcosa...
Ma il bello doveva ancora venire.

 
Se per caso vi trovate a Bologna in questo periodo ci sono due posti che dovete assolutamente visitare:

Museo della strage di Ustica


Il 27 giugno 1980 il volo Bologna-Palermo IH870 esplodeva in cielo probabilmente colpito da un missile italiano. Nel 2008 ancora non si è fatta luce su cosa sia effettivamente successo. Lo stato italiano tace. Ma la fondazione ‘vittime della strage di Ustica’ non tace proprio per niente e ha affidato l’allestimento di un museo niente meno che e a Boltanski. Boltanski è un artista francese che lavora soprattutto sul tema della MEMORIA, componendo raccolte di oggetti. Boltanski usa il ricordo per la ricostruzione “visiva e fisica” dell’esperienza, non ha bisogno di ricorrere alla narrazione verbale, ma ricrea ambienti e situazioni, affianca volti e immagini, oggetti e fotografie. Nato a Parigi nel 1944, fin dagli anni Sessanta Boltanski opera attraverso le azioni di un archivista: selezionare, raccogliere, conservare, catalogare. Collezionare e mostrare oggetti, fotografie, in parole povere storie. Creando inventari dalle dimensioni spesso enciclopediche, Boltanski si appropria dei metodi dell’indagine scientifica; come in un museo etnografico, attraverso teche ed etichette, mette in scena l’onnipresente tema della memoria, del passaggio del tempo e degli aspetti effimeri dell’esistenza umana.
Entrando nella grande sala del museo della strage di Ustica si vede l’aereo i cui migliaia di frammenti sono stati raccolti, riordinati e fissati su una struttura metallica che ricostruisce la forma originaria dell’aereo. L’aereo è presente davanti ai nostri occhi ma allo stesso tempo è ‘esploso’ in migliaia di minuscoli pezzi. Dalle pareti partono delle voci sussurrate che recitano alcune frasi, si può immaginare che siano i pensieri sparsi e profondamente intimi dei passeggeri del volo. Riflessioni che anche a noi capiterà di fare ogni giorno, magari sull’autobus.
"da quando è morto il babbo mi senso così solo", “sono così fiera che mi abbiano scelto come madrina, domani al battesimo mi metto il vestito bianco”, “questa volta le stronzate le lascio a Bologna”, “da quando è morto Roberto non voglio più vivere”. Un’esperienza shoccante che fa venire la pelle d’oca. Una delle cose più forti a cui abbia mai assistito. Quella che mi è sembrata la frase più significativa e anche la chiave di lettura di tutta l’installazione è: “Ho lavorato così tanto che mi sono scordato di vivere”.
All’uscita della sala una gentile signora mi ordina di portarmi a casa un piccolo libro intitolato “Lista degli oggetti personali appartenuti ai passeggeri del volo IH870”, in cui Boltanski ha fotografato e catalogato tutti gli oggetti che sono stati recuperati dalla strage: scarpe, borse, tazze, vestiti, documenti. Il DC9 portava a bordo 81 persone: 64 adulti, 11 ragazzi tra i 2 e i 12 anni, due bambini di età inferiore ai 24 mesi e 4 uomini d’equipaggio.


Personale di Luigi Ontani al MamBo

Lo dico subito così mi tolgo il pensiero. Io lo so che nessuno ci crederà ma mentre entravo alla mostra ho incrociato un signore molto elegante con i capelli bianchi legati a coda di cavallo, indossava una giacca e pantaloni di un elegantissimo color lillà e una stupenda spilla a forma di coppia di ciliegie. Insomma era proprio lui. Io sono andata in iperventilazione e penso che non mi perdonerò mai di non aver avuto con me la macchina fotografica. Okay, accantonato questo poco allegro siparietto, posso dire che la sua personale è davvero molto bella. Contiene 200 opere tra foto, sculture e alcuni video strepitosi a cui normalmente è impossibile accedere. Luigi Ontani è sicuramente uno dei più grandi artisti italiani, purtroppo poco conosciuto e molto sottovalutato in patria, mentre all’estero gli hanno sempre steso tappeti d’oro e petali di rosa.

Per altre informazioni su di lui rimando alla scheda del MamBo.

"Attraverso la maschera vado cercando gli eredi ideali di una ritualità che nel mondo è ovunque indipendentemente dalle condizioni attuali. La mia citazione è sempre a memoria, quindi in qualche modo elastica o addirittura maccheronica o sgrammaticata".

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 21:49 | link |
categorie: arte fiera
venerdì, 25 gennaio 2008

Cross the Line #14



Anche questa settimana arriva puntuale il Cross:
Mariko Mori versus Bjork
(questa non ve l'aspettavate eh!)




Vi segnalo anche un video su Wave UFO
Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 12:24 | link | commenti (2)
categorie: bjorkitudine, cross the line

Art is always contemporary [n.26]



Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 09:54 | link | commenti
categorie: art is always contemporary
martedì, 22 gennaio 2008

One Eye by ssahn.com

Il fotografo coreano Ahn sang-soon dal 6 marzo 2004 scatta quasi ogni giorno foto unite da un piccolo particolare. Scoprite quale.



Park.Chan-Wook
film.director.
2006.11.seoul.
Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 14:42 | link | commenti (4)
categorie: brevi

Cortocircuiti

Big Brother for Chapman Brothers


Leggo da Exibart: mentre in Italia ha debuttato il Grande Fratello 8, dall'inghilterra giunge la notizia di un coinvolgimento - e di primissimo piano - dell'artworld nell'amato-odiato programma televisivo. Della sua versione snob, per meglio dire, Big Brother Celebrity Hijack, che vede in lizza un gruppetto di celebrità provenieti da diversi ambiti, dal calciatore Ian Wright al comico Joan Rivers. Il fatto non rappresenta una novità per la versione UK del popolare format, che già in passato ha più volte ospitato personalità del mondo della cultura. Fra questi dunque ci sono anche gli artisti Jake and Dinos Chapman, i fratelli inglesi noti per i temi scabrosi e spesso sul filo della censura delle loro opere. In particolare le celebrità vengono chiamate a sostenere il ruolo del Big Brother, ascoltando i reclusi nel confessionale e distribuendo loro vettovaglie...

Coniglioviola in un tributo escatologico ad Al Bano & Romina Power

CI SARA’ in anteprima ad ArteFiera – Bologna dal 24 al 28 gennaio
BND TOMASORENOLDIBRACCO (Pad. 21 Stand A/11)
Brano originale di Minellono-Farina
Arrangiato cantato interpretato e diretto da Brice Coniglio & Andrea Raviola
girato a Torino nei KanichenStudios
prodotto da ConiglioViola con il supporto di Bnd
per gli abiti si ringrazia Antonio Marras

ASCOLTA IN ANTEPRIMA IL BRANO SU MYSPACE

ConiglioViola si presenta puntuale all’appuntamento di ArteFiera per presentare anteprima il nuovo video. Ci Sarà. Una rilettura inaspettata del brano di Al Bano & Romina , indimenticato capolavoro della musica trash nazional-popolare, riarrangiato e ricantato da ConiglioViola. I corpi di due bambini giacciono nella loro bara, sta per avere inizio il funerale. Le loro anime, in procinto di staccarsi per sempre dal mondo terreno, intonano un discorso escatologico sulla nuova vita che li aspetta dopo la morte. Teatro del loro commiato non è però la chiesa in cui si sta per compiere la cerimonia sacra, bensì il palco profano del Festival di Sanremo ...

“Dopo questa vita che si dimentica di te
Dopo questo cielo senza arcobaleno …
Ci sarà … una storia d’amore in un mondo migliore
ci sarà … un azzurro più intenso in un cielo più immenso
ci sarà … la tua ombra al mio fianco vestita di bianco”



Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 09:43 | link | commenti (2)
categorie: brevi

Food Fight!

Uno dei miei più grandi desideri è partecipare, un giorno, a una food fight

Travis,Sing


Menomena, Rotten Hell


la leggendaria Animal House




e la scena madre di tutte le food fight, l'indimenticabile Hollywood Party
Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 09:05 | link | commenti
categorie: video, brevi
domenica, 20 gennaio 2008

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Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 13:22 | link | commenti (2)
categorie: brevi