Leggendo questo delizioso libro scoprirete che nell’antichità esistevano solo tre colori il nero, il rosso e il bianco. Che il blu per anni è stato ignorato. Che nel Medioevo ci si sposava in rosso perché era il colore per eccellenza. Che il verde simboleggia il cambiamento perché è chimicamente instabile. Che il giallo è il colore meno simpatico, e che il bianco è il colore della nascita e della morte. Michel Pastoureau non crede nella teoria dei colori complementari, pensa che i colori siano sei: blu, rosso, nero, bianco, verde, giallo e ci racconta la loro storia, l'evoluzione delle mentalità, degli usi e delle società, intrecciando arte, politica, religione, psicologia, sociologia. E' un libruccino che si legge in mezz'ora ma che da grosse soddisfazioni.

Se per caso vi trovate a Bologna in questo periodo ci sono due posti che dovete assolutamente visitare:
Museo della strage di Ustica
Il 27 giugno 1980 il volo Bologna-Palermo IH870 esplodeva in cielo probabilmente colpito da un missile italiano. Nel 2008 ancora non si è fatta luce su cosa sia effettivamente successo. Lo stato italiano tace. Ma la fondazione ‘vittime della strage di Ustica’ non tace proprio per niente e ha affidato l’allestimento di un museo niente meno che e a Boltanski. Boltanski è un artista francese che lavora soprattutto sul tema della MEMORIA, componendo raccolte di oggetti. Boltanski usa il ricordo per la ricostruzione “visiva e fisica” dell’esperienza, non ha bisogno di ricorrere alla narrazione verbale, ma ricrea ambienti e situazioni, affianca volti e immagini, oggetti e fotografie. Nato a Parigi nel 1944, fin dagli anni Sessanta Boltanski opera attraverso le azioni di un archivista: selezionare, raccogliere, conservare, catalogare. Collezionare e mostrare oggetti, fotografie, in parole povere storie. Creando inventari dalle dimensioni spesso enciclopediche, Boltanski si appropria dei metodi dell’indagine scientifica; come in un museo etnografico, attraverso teche ed etichette, mette in scena l’onnipresente tema della memoria, del passaggio del tempo e degli aspetti effimeri dell’esistenza umana.
Entrando nella grande sala del museo della strage di Ustica si vede l’aereo i cui migliaia di frammenti sono stati raccolti, riordinati e fissati su una struttura metallica che ricostruisce la forma originaria dell’aereo. L’aereo è presente davanti ai nostri occhi ma allo stesso tempo è ‘esploso’ in migliaia di minuscoli pezzi. Dalle pareti partono delle voci sussurrate che recitano alcune frasi, si può immaginare che siano i pensieri sparsi e profondamente intimi dei passeggeri del volo. Riflessioni che anche a noi capiterà di fare ogni giorno, magari sull’autobus.
"da quando è morto il babbo mi senso così solo", “sono così fiera che mi abbiano scelto come madrina, domani al battesimo mi metto il vestito bianco”, “questa volta le stronzate le lascio a Bologna”, “da quando è morto Roberto non voglio più vivere”. Un’esperienza shoccante che fa venire la pelle d’oca. Una delle cose più forti a cui abbia mai assistito. Quella che mi è sembrata la frase più significativa e anche la chiave di lettura di tutta l’installazione è: “Ho lavorato così tanto che mi sono scordato di vivere”.
All’uscita della sala una gentile signora mi ordina di portarmi a casa un piccolo libro intitolato “Lista degli oggetti personali appartenuti ai passeggeri del volo IH870”, in cui Boltanski ha fotografato e catalogato tutti gli oggetti che sono stati recuperati dalla strage: scarpe, borse, tazze, vestiti, documenti. Il DC9 portava a bordo 81 persone: 64 adulti, 11 ragazzi tra i 2 e i 12 anni, due bambini di età inferiore ai 24 mesi e 4 uomini d’equipaggio.
Personale di Luigi Ontani al MamBo

Lo dico subito così mi tolgo il pensiero. Io lo so che nessuno ci crederà ma mentre entravo alla mostra ho incrociato un signore molto elegante con i capelli bianchi legati a coda di cavallo, indossava una giacca e pantaloni di un elegantissimo color lillà e una stupenda spilla a forma di coppia di ciliegie. Insomma era proprio lui. Io sono andata in iperventilazione e penso che non mi perdonerò mai di non aver avuto con me la macchina fotografica. Okay, accantonato questo poco allegro siparietto, posso dire che la sua personale è davvero molto bella. Contiene 200 opere tra foto, sculture e alcuni video strepitosi a cui normalmente è impossibile accedere. Luigi Ontani è sicuramente uno dei più grandi artisti italiani, purtroppo poco conosciuto e molto sottovalutato in patria, mentre all’estero gli hanno sempre steso tappeti d’oro e petali di rosa.
Per altre informazioni su di lui rimando alla scheda del MamBo.
"Attraverso la maschera vado cercando gli eredi ideali di una ritualità che nel mondo è ovunque indipendentemente dalle condizioni attuali. La mia citazione è sempre a memoria, quindi in qualche modo elastica o addirittura maccheronica o sgrammaticata".



Big Brother for Chapman Brothers
Leggo da Exibart: mentre in Italia ha debuttato il Grande Fratello 8, dall'inghilterra giunge la notizia di un coinvolgimento - e di primissimo piano - dell'artworld nell'amato-odiato programma televisivo. Della sua versione snob, per meglio dire, Big Brother Celebrity Hijack, che vede in lizza un gruppetto di celebrità provenieti da diversi ambiti, dal calciatore Ian Wright al comico Joan Rivers. Il fatto non rappresenta una novità per la versione UK del popolare format, che già in passato ha più volte ospitato personalità del mondo della cultura. Fra questi dunque ci sono anche gli artisti Jake and Dinos Chapman, i fratelli inglesi noti per i temi scabrosi e spesso sul filo della censura delle loro opere. In particolare le celebrità vengono chiamate a sostenere il ruolo del Big Brother, ascoltando i reclusi nel confessionale e distribuendo loro vettovaglie...

CI SARA’ in anteprima ad ArteFiera – Bologna dal 24 al 28 gennaio
BND TOMASORENOLDIBRACCO (Pad. 21 Stand A/11)
Brano originale di Minellono-Farina
Arrangiato cantato interpretato e diretto da Brice Coniglio & Andrea Raviola
girato a Torino nei KanichenStudios
prodotto da ConiglioViola con il supporto di Bnd
per gli abiti si ringrazia Antonio Marras
ASCOLTA IN ANTEPRIMA IL BRANO SU MYSPACE
ConiglioViola si presenta puntuale all’appuntamento di ArteFiera per presentare anteprima il nuovo video. Ci Sarà. Una rilettura inaspettata del brano di Al Bano & Romina , indimenticato capolavoro della musica trash nazional-popolare, riarrangiato e ricantato da ConiglioViola. I corpi di due bambini giacciono nella loro bara, sta per avere inizio il funerale. Le loro anime, in procinto di staccarsi per sempre dal mondo terreno, intonano un discorso escatologico sulla nuova vita che li aspetta dopo la morte. Teatro del loro commiato non è però la chiesa in cui si sta per compiere la cerimonia sacra, bensì il palco profano del Festival di Sanremo ...
“Dopo questa vita che si dimentica di te
Dopo questo cielo senza arcobaleno …
Ci sarà … una storia d’amore in un mondo migliore
ci sarà … un azzurro più intenso in un cielo più immenso
ci sarà … la tua ombra al mio fianco vestita di bianco”