

vampiri?
no
lupi mannari?
no no
spettri?
nemmanco
mostri spaziali?
neanche
demoni?
ma figurati
ciò che più io temo
che mi fan tanto ma tanto spavento
ma tanto
son: i sombi
i sombi son i morti che tornano
essi camminano morti purulenti
lenti camminano gli cadono i pezzi
ma non si fermano e sono tanti
che uno pensa tanto io scappo
ma loro sono anche più di cento
e non si fermano
mai
tu se hai un fucile devi sparargli la testa
l’unico modo e sparargli la testa
allora cadono
ma ce ne son altri dietro
e altri ancora dietro
e dietro ancora
e altri
escono di dappertutto
da sotto la terra
da dietro le porte
dalle botole
dalle finestre
dal soffitto
scardinano rompono piano piano
e ti trovi circondato
voglion mangiarci le nostre carni
e se ti mordono poi
ti viene il male
e diventi anche tu un sombo
essi basta loro di graffiarti
con l’unghìolo sombico
basta giuro un piccolo graffio
e tu ti sombifichi
diventi un sombo
allora se tu vedi anche fosse tua sorella amata
che è stata anche solo un po’ ma poco graffiata
allora tu mi dispiace
devi ammazzarla
spararle in testa subito
prima che diventi un sombo femmina
e se tu invece a te capita
che un sombo ti graffia o anche solo ti da un morsichino
allora tu devi avere coraggio
essere sincero con te stesso
e spararti una palla nella testa
se non c’è soprattutto nessuno che ti aiuta farlo
fallo
qualcuno ha detto che pena i sombi
che pena poverini i sombi
sono metafora sociale i sombi
ma che metafora e metafora sociale stupidone!
trovati circondato da trenta sombi
dentro una casa di legno
o nella tua macchina in panne
o in un bosco buio senza luna
allora lì poi ti voglio vedere la metafora sociale
quando ti mordono la chiappa
allora lì
ti voglio
la metafora
mamma mia speriamo mai di no

Chi mi conosce sa quanto io ami gli Zombie. Un giorno io scriverò l'enciclopedia dello Zombie, giuro. Questa poesia è stata scritta da Guido Catalano, vi invito a visitare il suo sito dove potete anche scaricarvi gratis i suoi due libri di poesie.




Vi ricordate il trailer di Transformers? Bè, l’hanno fatto loro. Sono Imaginary Forces e da anni lavorano creando indimenticabili titoli di film (sono diventati famosi con quelli di Seven, tanto per intendersi), e progetti di experience design. Stupenda Fremon Street Experience a Las Vegas una piattaforma in led lunga
Loro si descrivono così:
What do we do? It's the question we get asked the most. People understand when we say film titles. TV titles. Commercials. A few get motion graphics. Almost nobody gets experience design. But how do you explain without using words like "multi-disciplinary" or "immersive" that are sure to kill any polite dinner conversation. Truth is, experience design is anything and everything that contributes to an overall experience. It can be an incredible architectural environment, a complete spectacle with audio, video, water features and acrobats, a virtual destination, an interactive space, or all of the above. But regardless if it's film, TV, commercials, graphics or design, we always strive to do something that's never been done before. So, in a way, that's really what we do.