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martedì, 30 gennaio 2007

Are you a collector?



Nel marasma bolognese è spuntata fuori Anca Benera, un'artista che ha deciso di raccogliere una Collection of Collectors, una collezione di collezionisti. C'è chi colleziona maialini, chi seghe circolari o chi semplicemente penne colorate. Se anche tu collezioni qualcosa, fai delle foto o un video, mandaglielo e lei ti inserirà nel suo delizioso sito.
Un'idea semplice e divertente, puoi anche fare i solletico alla foca e lei ride!! :)

anca_benera@yahoo.com

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 14:26 | link | commenti (2)
categorie: brevi
lunedì, 29 gennaio 2007

Arte Fiera Art First Art Fuck



Si conclude oggi lunedì 29 gennaio l’appuntamento annuale a Bologna con la più grande fiera mercato d’arte in Italia. La fiera ha il solito massiccio afflusso di pubblico eterogeneo e assurdo, dal pensionato a Marina Ripa di Meana, dalla famigliola in gita domenicale al punkabbestia.

Primo Premio Trash al video col gatto che si ingoia tutto un topo (morto) intero.

Secondo Premio Trash al video ‘Digestion’ in cui una graziosa ragazza rutta gentilmente per alcuni minuti.

Terzo Premio Trash al ritratto gigante di Papa Benedetto XVI con una bava multicolore che gli esce dalla bocca e si raccoglie in una pozza ai suoi piedi.

Da segnalare la galleria James Cohan di New York che presentava alcuni video di Bill Viola, come sempre affascinanti e inquietanti, senza dubbio qualcosa di ‘diverso’ rispetto a tutto il resto. Anche le gallerie dell’Est (Estonia, Lettonia, Lituania) cominciano lentamente ad inserirsi nel mercato dell’arte, dopo la Cina i luoghi più vivaci e creativi, da tenere d’occhio nei prossimi anni.

Davvero stupende le polaroid di Nobuyoshi Araki proposte dalla galleria Ca’ di Fra’ di Milano, forse il vero affare di Arte Fiera 2007. Il tizio con cui mi sono messa a parlare ha cercato in tutti i modi di vendermene tre a duemila euro invitandomi a chiamare amici e parenti perché ‘tra dieci anni ti ci compri un appartamento, scommettiamo?’. Al di là di questo le polaroid del fotografo che sembra Linus erano molto belle e molto più ‘pure’ di tutti i presenti.



Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 15:42 | link | commenti (3)
categorie: brevi, arte fiera
giovedì, 25 gennaio 2007

Il click che ti cambia la vita

La solita segnalazione fotografica. Qui un'elenco delle più grandi agenzie fotografiche del mondo. I loro archivi conservano la nostra storia. Magnum, Reuters e tante altre, sterminati archivi di foto in alta qualità. Io ci ho perso la testa. Segnalo in particolare i reportages della Rea, roba fortissima. Un'immagine può cambiarti la giornata o anche solo il punto di vista sul mondo, scusate se è poco.

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 14:43 | link | commenti (1)
categorie: brevi
martedì, 23 gennaio 2007

I’ts a very very mad world. Dei viaggi nel tempo o di quella volta che sono morta



Il primo ad avventurarsi nella serie dei film sui viaggi nel tempo o sulle realtà parallele fu Ritorno al futuro, saga indimenticabile in cui grazie al flusso canalizzatore e ad una DeLorean un po’ scassata Michael J. Fox e Doc viaggiavano fino ad incontrare i loro se stessi del passato e del futuro. Questo concepiva la fervida immaginazione di Rob Zemeckis negli anni ’80. Il padre putativo di questo tipo di riflessioni è sicuramente Philip K.Dick che forse per primo aveva teorizzato l’esistenza di realtà che scorrono parallele alla nostra e che possono in ogni momento a noi rivelarsi.

Proprio in ‘La svastica sul sole’ (The man in High Castle), uno dei suoi libri più famosi, ad un personaggio capitava un’esperienza simile a quelle poi raccontate nei film qui citati. Il signor Tagomi seduto su una panchina si trova improvvisamente circondato da una realtà che non riesce più a riconoscere e si aggira terrorizzato dalla superstrada sopraelevata, palazzi grigi, macchine dalle forme irriconoscibili. Si chiede –dove sono? Fuori dal mio mondo, dal mio spazio, dal mio tempo.- Sarà lo stesso Dick a dichiarare ‘il punto cruciale non si trova nel presente, si trova ipoteticamente nel futuro. Ciò che è avvenuto qui è giustificato da quello che avverrà in seguito’. L'autore immagina un universo parallelo in cui Hitler e l'impero giapponese hanno sconfitto gli alleati nella Seconda guerra mondiale, diffondendo il nazismo nel mondo intero, Stati Uniti compresi. In quest'universo alternativo, il destino dell'America ricalca quello della Germania post-1945: è infatti divisa in tre stati, corrispondenti alla costa orientale (sotto controllo tedesco), quella occidentale (controllata dai giapponesi) e gli Stati delle Montagne Rocciose, che fungono da cuscinetto tra gli altri due. Tipico esempio di ucronia, La svastica sul sole descrive una società dove il Terzo Reich controlla ogni azione e nega ogni diritto che "minacci" l'ordine e lo Stato; fa da contraltare l'imperialismo nipponico, in apparenza meno brutale, ma capace di condizionare sottilmente le vite degli americani sconfitti. Il romanzo si distingue, però, soprattutto per la sua costruzione. Uno dei personaggi del romanzo, lo scrittore Hawthorne Abendsen, è famoso per aver scritto e pubblicato a propria volta un'opera fantapolitica (nel suo mondo), in cui Hitler ha perso la guerra: La cavalletta non si alzerà più (The Grasshoper Lies Heavy). Si tratta di un "libro nel libro" (o, se vogliamo, un metalibro) che risulta speculare a quello di Dick, quasi ne fosse il negativo fotografico; o il positivo, a seconda dei punti di vista. Il quadro è complicato dal fatto che nel libro di Abendsen è raffigurato un modo dove Impero Britannico e Stati Uniti hanno sbaragliato Germania e Giappone senza alcun aiuto da parte dell'Unione Sovietica, per cui il mondo del dopoguerra risulta comunque diverso dal nostro. La finzione letteraria ricorre quindi a un narratore interno per mettere in contrapposizione due universi paralleli che si escludono e, tuttavia, si sognano e temono l'un l'altro. Gli anni dal 1945 ai sessanta (vale a dire quelli di Abendsen) diventano così due binari della Storia sui cui corrono due mondi, il primo alternativo al secondo e viceversa. È altresì importante il sottotesto dell'I Ching, il libro cinese degli oracoli, usato da vari personaggi del romanzo, e (pare) dallo stesso Dick nella stesura del suo romanzo.






E’ solo negli ultimi dieci anni, però, che il tema del viaggio nel tempo e delle realtà parallele è diventato argomento principe per diversi film tutti di successo. Uno dei più celebri è sicuramente Matrix in cui alla realtà falsa di tutti i giorni, si contrappone la scoperta di una realtà anche più orribile e scomoda, ma con la pretesa di essere “quella vera”. Molti altri film si sono interrogati su questo argomento alcuni più ‘semplici’: da Lulu on the Bridge a the Jacket che usano il viaggio nel tempo solo come strumento narrativo, altri più complessi e delicati che indagano più approfonditamente l’origine dell’identità dell’essere umano. Ne vorrei analizzare in particolare tre: Mulholland Drive, Donnie Darko, Eternal sunshine of the spotless mind.

 

 

Le realtà di Mulholland drive sono essenzialmente due. Una, la prima che vediamo, che dovrebbe costituire la parte di ‘sogno’ indicata forse anche dalla brevissima inquadratura del letto in cui dorme … La seconda che è la ‘dura realtà’ con cui…si trova a fare i conti e prende la decisione di far uccidere la sua amata-odiata Rita. Il ‘mezzo’ , la ‘porta’ che ci fa passare da una realtà all’altra è una chiave azzurra inserita in una scatolina a sua volta azzurra. Ovviamente Lynch si è sempre guardato bene dal dare conferma di un’interpretazione piuttosto che un’altra. E’ inoltre assolutamente possibile che ci siano diversi piani di lettura del film, che potrebbe, per esempio, essere visto come una critica neanche tanto velata ad Hollywood, la fabbrica del sogni che troppo spesso macina giovani vite nei suoi ingranaggi. Quelle che si può dire è che Lynch continua la riflessione meta-artistica già iniziata con Strade perdute, lì un personaggio interpretato da due attori diversi, qui due attrici che interpretando due personaggi diversi entrambi in cerca della propria identità.

 

 

 

 

In Eternal Sunshine Joel Barish si trova alle prese addirittura con più tipi di realtà: il ricordo, la percezione, la cancellazione, l’invenzione onirica. Su Segnocinema n.136, c’è una scrupolosa ricostruzione del film alla luce di questi diversi segmenti temporali. Tutto il film si svolge dentro la testa di Joel che dopo una grande delusione amorosa, decide di affidarsi alla ‘Lacuna Inc.’ che possiede una macchina che cancella segmenti di memoria. Joel ripercorre all’indietro cancellandoli uno ad uno tutti i brutti ricordi legati alla sua ragazza Clementine, finchè ritrovando i ‘bei ricordi’ decide che non lo vuole più fare, non vuole più dimenticare conscio che perdendo la memoria perderà la propria identità. Comincia così una corsa contro il tempo (tutto sempre dentro la sua testa) per cercare di nascondere almeno un ricordo dall’inesorabile lavoro della macchina della Lacuna. Viene quindi descritta la lotta tra i sentimenti umani e la logica della macchina. Risulta curioso che il titolo italiano ‘Se mi lasci ti cancello’, risulti oltre che infelice, anche sbagliato, dovrebbe infatti tutt’al più essere ‘Se mi cancelli non ti lascio’, anche perché il vero soggetto del film non è tanto la cancellazione della memoria quanto la sua persistenza. Ad eccezione del prologo che è un’anticipazione degli eventi dal 14 al 16 febbraio 2004, il film procede in modo lineare, dalla sera del 13 all’alba di san valentino, quando la narrazione raggiunge il prologo e lo “doppia” risolvendolo. Il blocco centrale del film si svolge tutto in una notte, alternando tra il mondo esterno dove i tecnici programmano il dispositivo e il mondo interno dove Jole resiste alla cancellazione della memoria. La resistenza dell’umano alla macchina si esprime nella tessitura delle immagini mentali generate dall’antagonismo di diversi piani: il ricordo, la percezione, la cancellazione, l’invenzione onirica.

[NOTA: La spiaggia dove si incontrano Joel e Clementine ‘ Montauk’, sulla costa orientale degli Stati Uniti è nota per essere stata sede di una serie di esperimenti militari sul controllo della mente. Questi esperimenti sarebbero stati avviata dal matematico John von Neumann, la cui équipe scientifica avrebbe realizzato, collegando un calcolatore al cervello, un sistema di monitoraggio del pensiero, del ricordo, dell’immaginazione, del sogno. Il programma di queste ricerche avrebbe compreso anche la cancellazione della memoria tramite esposizione ad onde radio.]

 

 




In Donnie Darko, la storia inizia nel momento in cui si crea un universo parallelo. I due universi tangenti sono condannati alla distruzione dopo 28 giorni (anche le riprese sono durate 28 giorni e cosa è, se non la fine del mondo per la troupe, quando finiscono le riprese?). La principale interpretazione qui su Wikipedia, leggetela ne vale veramente la pena. Su Donnie Darko è stato scritto molto, forse l’aspetto più interessante del film è il fatto che un ragazzo che pensa con la propria testa nell'America del 1988 viene etichettato come schizzofrenico. Dunque Donnie non ha molte vie d'uscita e risponde con la violenza agli ostacoli che si trova sul cammino. Gli incidenti da lui direttamente provocati portano solo benefici a lui e anche all'ambiente in cui vive, ecco che 'la distruzione è creazione', come dichiarato anche dal regista. Donnie è un artista, un creativo non-convenzionale, uno a cui le cose non stanno bene così come sono e come il suo predecessore Rebecca Sparrow (una donna-intellettuale UH! non sia mai!), farà una brutta fine. C'è bisogno di un 'sacrificio rituale' per riportare l'ordine nel cosmo e permettere a tutti di vivere felici nelle loro such beautifull house, such beautifull garden.




Quello che accomuna questi tre film è il mostrare segmenti di realtà diverse o parallele, ed è anche quello che li rende assolutamente affascinanti agli occhi del pubblico, e li rende a tutti gli effetti film di fantascienza. Se in Ritorno al futuro il viaggio nel tempo era possibile solo grazie alla DeLorean, in questi film è l’essere umano che viaggia da solo con il proprio corpo. Il confine tra le diverse realtà diventa, in tal modo, assai labile e difficile da tracciare e da riconoscere. Questo porta allo smarrimento totale dei protagonisti che devono faticosamente ricostruire la propria realtà. L’identità più profonda dell’essere umano risiede nei propri ricordi. Tu sei quello che ricordi. Se perdi la memoria, il tuo passato umano e sentimentale, allora sei perduto. Ecco che sia in Mulholland Driver sia in Eternal Sunshine i protagonisti affrontano la dolorosa ricerca dei propri ricordi, la rivisitazione del proprio passato.


Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 14:59 | link | commenti (2)
categorie:
domenica, 21 gennaio 2007

The Breakfast Club

In un week-end di un fine gennaio che sembra un fine marzo, mentre tutti si affannano a commentare il bellissimo La science des reves, il fatto che grazie ai turni lavorativi mi troverò in un ufficio vuoto a lavorare di sabato mattina mi riporta alla mente questo film.
Era il 1985 e Molly Ringwald regnava sovrana su tutti.
Sono passati 22 anni ed Emilo Estevez è al cinema con Bobby.





Dear Mr. Vernon, we accept the fact that we had to sacrifice a whole Saturday in detention for whatever it was we did wrong. But we think you're crazy to make an essay telling you who we think we are. You see us as you want to see us... In the simplest terms, in the most convenient definitions. But what we found out is that each one of us is a brain...
...and an athlete... 
...and a basket case...
...a princess...
...and a criminal...
Does that answer your question?... Sincerely yours, the Breakfast Club.






Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 18:51 | link | commenti (2)
categorie: video, brevi
mercoledì, 17 gennaio 2007

2Video Undo.net

Ormai tutti i maggiori portali di arte si lanciano nel presentare videoarte 'on demand'. E noi tutti gioiamo in coro. Anche Undo.net ha da poco aperto 2Video, una pagina web in cui associa due video su una comune tematica. Il primo tema 'identità' ha visto l'inquietante video di Dafne Boggeri ( I lost my...) e di Maria Rapicavoli (One, no one). La seconda tranche 'reazioni' presenta il video di Diego Scroppo 'Chiamata' veramente suggestivo e 'Breathless' di Caterina Zamirato. Questo spazio fa preasagire il meglio, speriamo che un giorno la videoarte sia tutta accessibile sul web.


Oh Youth and beauty

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 15:25 | link | commenti
categorie: video, brevi
martedì, 16 gennaio 2007

Non fiori ma opere di bene

Il sempre eccelso Inkiostro ha parlato del fatto che esistono blog e siti che raccolgono e aggregano i link a filmati trovati sui vari siti di video sharing (YouTube), fino a comporre un film nella sua interezza. Certo la qualità è così così, ma è bello vedere che la creatività è riuscita a scavalcare completamente qualsiasi legge esistente sul copywright. I LOVE IT!

 

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 14:39 | link | commenti (1)
categorie: video, brevi
domenica, 14 gennaio 2007

Contemporary Art is rubbish

E’ sicuramente opinione di molti che l’arte contemporanea sia tutta monnezza. In effetti, in certi casi, questa opinione viene confermata alla lettera, come nel caso delle stupende compressioni di Cesar




o delle composizioni di Burri




o per dire anche gli stupendi decollage di Mimmo Rotella





Ma d’altro canto c’è anche chi pensa che la monnezza stessa sia arte, come nel caso dello stupendo cesso firmato Prada di Tom Sachs (ha anche ricostruito un intero campo nazista firmato Prada, simpatico no?).




 

O come nella curiosa vicenda della Loggia dei Catalani in Piazza Garraffello alla Vucciria di Palermo. Negli ultimi 7 anni l’artista tedesco Uwe Jantsch aveva coinvolto gli abitanti in un progetto di installazione dei loro rifiuti inorganici. Un geniale ready made urbano che ridava dignità ad una zona antica e meravigliosa in stato di degrado. Ora purtroppo, il comune di Palermo ha deciso di fare piazza pulita della monnezza artistica e il povero Uwe rischia anche di finire al gabbio!!! Qui la commovente dichiarazione di Intenti di Uwe.
Uwe tieni duro! L'arte contemporanea è crudele!

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 18:45 | link | commenti (7)
categorie: brevi
venerdì, 12 gennaio 2007

Cose un po' a caso

E ora due video scelti un po' a caso ma entrambi bellissimi per motivi diversi. Shoot the runner dei Kasabian un video che mi piace molto per l'unione di musica e colori pollokkianamente schizzati in ogni dove.



E poi il mitico Karma Chamiliont di Boy George che in questi giorni solca le strade della mia città. Come potrete vedere da soli il video è assolutamente privo di senso, ma non privo di fascino.
Enjoy!


Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 10:04 | link | commenti
categorie: video, brevi
martedì, 09 gennaio 2007

Transindex.ro



Un'altra brevissima segnalazione, un sito (rumeno?!) incredibile di foto che viene aggiornato periodicamente.
Transindex, ci ho perso i pomeriggi.

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 10:44 | link | commenti (4)
categorie: brevi