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Utente: NicoleDiver

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giovedì, 28 dicembre 2006

Le Batteur du Bolero 1992

Alla fine sono riuscita a trovarlo, godetevelo tutto, è una vera chicca.
Campai!

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 18:31 | link | commenti
categorie: video, brevi
mercoledì, 27 dicembre 2006

Art is always contemporary [n.17]

La cacciata di Adamo ed Eva, Cappella Brancacci, Masaccio, 1424-1425.



Janis Joplin (1943-1970)

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 09:17 | link | commenti
categorie: art is always contemporary
domenica, 24 dicembre 2006

So this is Fucking Christmas



Un piccolo cadeau ‘Le Sacre Du Printemps’ di Pina Bausch con il Wuppertal Dance Theater e qui una deliziosa Angelin Preljocaj.
Teniamo duro

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 11:03 | link | commenti (3)
categorie: video, brevi
venerdì, 22 dicembre 2006

Arte e UFO?


Qui un modo interessante di interpretare la natività...

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 14:38 | link | commenti (2)
categorie: brevi
giovedì, 21 dicembre 2006

Il sapore dello sguardo Janine Antoni



In America la figura del performer è quasi scomparsa, restano i risultati di azioni comportamentali che ne ritracciano l'identità. Rappresentante di questa corrente  è Janine Antoni interprete del disagio contemporaneo in cui viene avvolta l'identità femminile all'interno del sistema socioculturale. Nel suo lavoro ONAW, presentava due cubi di seicento libbre ciascuno uno di cioccolato e l'altro di lardo. Antoni nelle settimane precedenti alla mostra aveva masticato il cioccolato plasmando un cubo e riciclando la sostanza rimasta,con la quale aveva modellato delle scatole di cioccolato a forma di cuore. Lo stesso procedimento per il lardo: aveva dato forma ad un cubo gemello e aveva riutilizzato la materia in eccesso trasformandola in astucci di rossetto. In questa scissione c'é tutta la schizzofrenia del quotidiano su cui indaga Antoni. I due materiali sono oggetto di nevrosi:il cioccolato come oggetto di attrazione e il lardo come oggetto di repulsione. Janine Antoni è nota anche in Italia per aver realizzato per La Biennale di Venezia una serie di busti di calchi della sua testa (12 di cioccolato e 12 di grasso) a cui ha poi leccato via naso, occhi e bocca. Per Antoni il rapporto tra cibo e corpo è strettissimo. Lei cesella le sue sculture con i denti mangiando il cioccolato a dimostrazione del rapporto forte che esiste tra il mangiare ed il vomitare, tra il cioccolato ed il grasso.



Altro lavoro di Antoni è EUREKA, in cui immerge totalmente il suo corpo in una vasca da bagno piena di lardo fino a coprirlo,in una seconda fase lascia la sua impronta nella vasca recuperando il lardo in eccesso con il quale realizza un cubo di sapone,mescolando il grasso si lava. In un'altra opera LOVING CARE l'artista aziona il corpo e lo rende macchina, cioè dipinge interamente il suolo e le pareti della galleria in cui espone con i suoi capelli dipinti di vernice. La performance offre un corpo in ossessione, che sconfina nella trance estetica, oltre lo spazio possibile. Un’azione particolarmente bella in cui lei imbeveva i suoi capelli di tintura in secchio e dipingeva strisciando sul pavimento. Da notare la duplicità della doppia azione: lo stare inginocchiata a lavare il pavimento per terra (azione comunemente associata alla donne occidentali) e il dipingere strisciando e muovendo i propri capelli e la propria testa.






In SLUMBER 4 performance del l993 Janine dorme all'interno della galleria,dove è collegato ad una macchina del sonno registra i suoi sogni e li memorizza in segnali grafici. Al suo risveglio utilizza lo schema grafico trascritto dalla macchina Rem per tessere il suo disegno su un telaio. I suoi lavori gravitano tutti intorno alle forme in cosce, alla dimensione del femminile, all'aspetto fantasmatico del processo creativo, alla spiazzamento del tradizionale.



In  “Saddle”  Janine si copre con una pelle di mucca e cammina a quattro zampe.

“I think the startling thing for me was that I made a ghost of myself. When I’m with the piece I feel the absence, both of my body and the cow. It wasn’t necessarily something I intended for the piece, to be so ghostlike. It’s transparent…there’s nothing underneath, although the shape so articulates the figure. It’s a kind of push-pull that you feel, of such a presence of the figure. For me, the shocking thing was to realize that I’ve made a piece about the death of the cow, my own death.” Janine Antoni



Nella foto iniziale ‘Mortar and pestle’ (mortaio e pestello) Janine lecca la pupilla di un amico. Un gioco? Feticismo? O semplicemente una bizzarra e goffa dimostrazione di affetto? Janine ha dichiarato che cercava di scoprire  ‘il sapore dello sguardo’.

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 11:50 | link | commenti (2)
categorie: monography
martedì, 19 dicembre 2006

The Little Artist



The Little Artist ricostruisce col lego le super star dell'arte. In realtà sono due ragazzzotti inglesi Darren Neave e John Cake che hanno trovato il modo per trasformare il sano cazzeggio in qualcosa con cui campare. E alla fine 'Hirst's Shark Tank' e 'Emin's bed' sono stati acquistati dalla Walker Arts Gallery di Liverpool. Hai capito i ragazzotti.  I due dichiarano 'We are trying to make the art more accessible and inspire people', si come no. Comunque è moooolto divertente, soprattutto per i contemporary art addicted!

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 08:19 | link | commenti (5)
categorie: brevi, monography
lunedì, 18 dicembre 2006

Rotolarsi dentro l'arte. Ernesto Neto

Col termine ‘installazione’ si definiscono tutte quelle opere che vanno al di la del quadro o della scultura tradizionali; l’installazione, che come forma d’arte nasce negli anni 70, viene creata con i materiali più disparati, con elementi o oggetti, in degli spazi interni (gallerie d’arte, musei ecc.) o esterni (piazze o centri urbani). Lo spazio espositivo è parte integrante dell’opera stessa, l’artista, infatti, studia l’opera in rapporto alle caratteristiche dei luoghi di esposizione.  Con un’installazione si cerca di creare nello spettatore, delle situazioni percettive particolari, coinvolgendone i sensi grazie all’ausilio di luci, colori, forme, suoni, odori e video.  Dunque riassumendo, lo spazio espositivo e i vari materiali che l’artista combina tra loro, quasi in maniera alchemica, costituiscono l’opera da fruire in cui lo spettatore diviene attivo e parte integrante; perché egli può toccare, ascoltare, vedere e odorare.





L’artista brasiliano Ernesto Neto (Rio de Janeiro 1964), figura carismatica contemporanea, sta conseguendo molto successo a livello internazionale. Tra le sue esposizioni ricordiamo quella alla Biennale di Venezia del 2001. Neto, in un intervista spiega, “C’è un rapporto molto forte tra me e l’ambiente in cui opero, che influisce profondamente su quello che faccio…un po’ come il camaleonte…la pelle si trasforma rispondendo alle sollecitazioni dello spazio”.





L’animale è un’installazione creata in un ambiente dal soffitto molto alto da cui pendono delle lunghe sacche di lycra trasparenti, sospese da terra e ricolme di spezie profumate . Lo spettatore s’immerge in quest’ambiente, quasi surreale, annusa l’odore delle spezie, dalla cucuma, al curry, dai chiodi di garofano, allo zafferano e al pepe. Queste traspirano tutto intorno e formano delle macchie di colore sul pavimento; gialle, nere, viola, arancioni. I visitatori si rendono attivi attorno all’opera; passano sotto quest’enorme ventre, anusano e beano il loro tatto toccando la morbida lycra che a sua volta risponde con contrazioni elastiche. Caratteristica del suo lavoro è proprio il coinvolgere fisicamente lo spettatore, cercare di eccitarne il comportamento mediante stimoli sensoriali e istintuali, passionali e ingenui. Questo stuzzicante approccio ha origine dalla convinzione che l’arte possa apportare propositi positivi e curativi all’individuo e alla società. La scelta di lavorare con le spezie, macinate fino all’incorporeità, non è casuale, visto che Venezia per secoli ha vissuto con il loro commercio. Esse divengono, nell’installazione, inafferrabili come i colori o i profumi o i suoni.





Nella serie di ambienti “Le navi”si può notare un’atmosfera giocosa, dopo essersi tolto le scarpe, il visitatore oltrepassa la soglia e penetra all’interno di un mondo ovattato, realizzato con pareti elastiche e con un pavimento imbottito da pallini di polistirolo in cui sprofondare. Tutto sembra possibile: gettarvisi, riposare, fotografare gli amici; si divertono molto i bambini che scorazzano liberi tra le suggestive installazioni. La membrana di lycra, avvolge il visitatore quasi proteggendolo e rimandandolo al ricordo del ventre materno, questa sensazione è accentuata dal color carne della lycra, che amplifica la sensazione di trovarsi all’interno di un organismo vivente.  Tali opere vanno interpretate come spazi di riflessione, rifuggi dal caos esterno, luoghi accoglienti in cui trovare pace, quasi la rassicurazione alla precarietà della vita contemporanea.








Neto spera “in un arte meno perversa e più sensuale, un’arte che da sola ci riunisca in una sorte di luogo spirituale dove si possa respirare un’idea di infinito, di totalità, dove sia in grado di avere una continuità tra noi e l’universo”. Un’arte che ci aiuti ad interagire con il prossimo, che ci faccia accogliere le differenze come scambio e non come limiti. E se non ci riesce lui, chi può farlo?



Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 11:58 | link | commenti (2)
categorie: monography
giovedì, 14 dicembre 2006

Exibart TV

Un'altra segnalazione. E’ nata da poco Exibart Tv, uno spazio che presenta brevi video sulle mostre più interessanti. I video sono tutti molto accurati e a  volte esilaranti come quello sulla mostra di Paola Pivi ai Magazzini di Porta Genova a Milano per la Fondazione Trussardi.
Vedere per credere.

 

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 09:52 | link | commenti (2)
categorie: brevi

Art is always contemporary [n.16]



Salvator Rosa Autoritratto in veste da armigero, 1641



Ho sempre pensato che Salvator Rosa fosse il Johnny Deep del Seicento...

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 09:38 | link | commenti (1)
categorie: art is always contemporary
mercoledì, 13 dicembre 2006

Cina Oggi


Geng Jianyi, The Second Situation


C'è un sito straordinario che si chiama Cina Oggi che ha una sezione dedicata all'arte contemporanea cinese molto aggiornata e tutta in italiano. Sono anche visibili alcuni video dei maggiori videoartisti cinesi, quelli che operavano sotto la censura e che poi sono scappati all'estero. Sito caldamente consigliato a tutti gli appassionati

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 15:34 | link | commenti (2)
categorie: brevi