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martedì, 28 novembre 2006

Frankie goes to BELLOLAMPO



“Hollywood è già dappertutto. Basta accendere la TV o sfogliare i giornali: è un sogno che appartiene a tutti e può crescere ovunque in Sicilia o da qualsiasi altra parte, Hollywood è un luogo dell'immaginario, che non ha niente a che vedere con la realtà. In fondo è un oggetto piuttosto banale: nove lettere di lamiera, tirate su come viene, un'ottantina di anni fa. E' solo una palizzata di metallo. Ma a poco a poco quella scritta si è trasformata in un miraggio: è diventata una calamita per il desiderio. Non so se la mia Hollywood sia un'opera d'arte: forse è solo una cartina di tornasole per le nostre ossessioni" Cattelan




In occasione della 49a Biennale di Venezia è stata presentata a Palermo "Hollywood" dell'artista Maurizio Cattelan, si tratta dell'installazione delle famose nove lettere bianche di 23 metri d'altezza e 170 metri di lunghezza. Hollywood è una replica perfetta dell'insegna californiana, è allo stesso tempo omaggio e parodia del simbolo della celebrità. Per l'inaugurazione la Fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino ha organizzato un volo speciale da Venezia (sede della Biennale) a Palermo per critici e collezionisti di fama internazionale guidati da Cattelan e dal Direttore della Biennale Harald Szeemann ed ha prodotto un catalogo dal titolo: Hollywood: Dreams that Money can Buy, 320 pagine di fotografie e testimonianze del mondo del cinema. L'installazione è rimasta sei mesi sulla collina di Bellolampo.





"Un fatto quasi surreale, evento nell'evento, il trasferimento di un gruppo di addetti ai lavori da Venezia a Palermo..rappresentanza internazionale e prestigiosa…il viaggio organizzato dalla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo ha regalato agli stoici viaggiatori l'indimenticabile, suggestivo impatto in anteprima con Hollywood..iscrizione tra le più colossali mai inserite in un paesaggio, identica in tutto e per tutto a quella di Los Angeles. Hollywood, messaggio originariamente affermativo, perentorio e inalienabile, si trasforma, con questo paradossale transfert, in enorme, inaspettato e inquietante punto di domanda. Monumentale cartina al tornasole per rivelare le contraddizioni esistenti fra realtà e fiction, fra condizione e sublimazione della cultura occidentale; verifica destabilizzante di qualcosa che credevamo di conoscere e di controllare…" Cattelan

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 15:35 | link | commenti (2)
categorie: brevi

Frankie goes to DE MOLFETTA

Francesco De Molfetta parte dall'immagine della grandissima scritta "HOLLYWOOD", posta sulle colline di Los Angeles, la città che accoglieva indifferentemente talenti, nani e ballerine, che volevano trovare fortuna col cinema. Il nostro artista sostituisce questo simbolo, o icona pop, con il proprio nome, quale metafora dell'Io che porta in sé sogni, sensibilità, memorie e capacità creative, mentre il sottotitolo "Frankie Goes to Hollywood" rimanda al ricordo del viaggio di Sinatra, o del gruppo rock omonimo, che in quel "desiderato" luogo hanno trovato gloria.



 

De Molfetta porta in scena una serie di opere, come al solito di piccole dimensioni, che potremmo definire aforismi figurali, e non di meno concettuali, in quanto ogni lavoro si offre come pensiero decentrato, inquieto, che sfugge continuamente alla unilateralità dei comportamenti, e colpisce il "mito" stesso della "verità", costringendo il pensiero ad andare oltre, ad abbandonare ogni stabile certezza. Ciascuna opera è sottolineata da un humour caldo, parodistico, surreale, irridente, ininterrotto, che l'artista addiziona a stereotipi, oggetti della società dei consumi, banalità che popolano la nostra quotidianità, per sottolineare in rosso l'inadeguatezza dell'uomo moderno ad affrontare il suo " qui e ora" vitale.





De Molfetta dichiara: "Le piccole scene rappresentate (si parla propriamente di "scene" perché hanno palesemente una loro teatralità) sono sospese, congelate nello spazio, il referente onnipresente è l'uomo, o come dicono in molti l'"omino", ed è ben consapevole che il pericolo è lì, sotto agli occhi, inevitabile e crudele".  Questi micromondi, siano essi ricamati, o popolati di "colte" citazioni (Fontana, Ingres, Boetti), oppure ancora sostituiti da "codici a barre", o rappresentati da stampe su tappeti persiani, generano un sentimento di spaesamento, di mescolanza tra estraneità e familiarità, che si risolve infine in un irresistibile comicità, il cui sapore è però sempre di amaro dramma.



Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 08:40 | link | commenti
categorie: monography
venerdì, 24 novembre 2006

Strike a pose




Greta Garbo, and Monroe  Deitrich and DiMaggio
Marlon Brando, Jimmy Dean On the cover of a magazine

Grace Kelly; Harlow, Jean  Picture of a beauty queen
Gene Kelly, Fred Astaire  Ginger Rogers, dance on air

They had style, they had grace Rita Hayworth gave good face
Lauren, Katherine, Lana too  Bette Davis, we love you

Ladies with an attitude Fellows that were in the mood
Don't just stand there, let's get to it  Strike a pose, there's nothing to it

 

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 11:36 | link | commenti (2)
categorie: brevi
giovedì, 23 novembre 2006

Dalle stalle alle stelle


Roma, 1969



Napoli, 2006

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 16:34 | link | commenti (2)
categorie: brevi
martedì, 21 novembre 2006

Franko B.lack



Franco B (Napoli 1960) è un performer italiano trasferitosi quindici anni fa a Londra dove operò nel fetish club Torture Garden (come Ron Athey). Esponente di spicco della body art, si è  reso noto per alcune performances di natura sadomasochistica in cui si presenta nudo, imbrattato di sangue e un collaboratore sadico lo schiaffeggia su una sedia a rotelle, gli cuce la bocca, gli infila cateteri, lo percuote o lo appende con catene...


I Miss you, Tate Modern nel 2003, una lunga sfilata silenziosa nella quale l’artista si lasciava lentamente svuotare le vene dal proprio sangue

Il corpo di Franko B è violentato fino all'inverosimile e diventa qualcos'altro da sé, un simbolo e una proiezione di una natura umana alterata e reclusa nelle Istituzioni Totali in cui il dolore (il sangue che sgorga) da «suicidato della società» (Artaud) è l'unico tramite tra gli esseri umani.



Oh lover boy

Franko B, nella sua seconda mostra personale alla Galleria Pack di Milano, apre una nuova direzione della sua ricerca, proponendo una serie di opere pittoriche inedite, caratterizzate dall’uso esclusivo del (non)colore nero.



Franko B è internazionalmente conosciuto per il suo percorso artistico segnato da azioni spettacolari, legate alla sua presenza fisica affascinante, allo stesso tempo seducente e disarmante Blood and pain, sangue e dolore, possono essere considerati due leitmotiv della sua opera. L’artista londinese, capofila di una corrente oramai seguitissima da numerosi giovani artisti e vera e propria star della scena underground della capitale britannica, imbocca con questa mostra una strada solo apparentemente riappacificata. I temi evocati nei Black Painting in mostra: il corpo, la vita e le sue vanità, la morte, l’erotismo e il dolore rimangono centrali nel percorso dell’artista. Il corpo in particolare, da sempre supporto e filo rosso dell’opera di Franko B, è onnipresente, al centro della scena: oggetto del desiderio, malato o senza difese, steso e lascivo o ripiegato dalla sofferenza, violentato, umiliato o a sua volta minaccioso, denudato o coperto dallo scudo dell’uniforme militare.



Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 08:39 | link | commenti (2)
categorie: monography
lunedì, 20 novembre 2006

Anacronismi

This was a world balanced so precariously that its harmony could be shattered by a whisper




Il film ‘The Age of Innocence’, tratto dal celebre romanzo di Edith Wharton, descrive la forza dei valori della tradizione americana di fine ottocento. La novità consiste nel fatto che a differenza di tutta la tradizione del romanzo sentimentale americano in questo caso il triangolo amoroso è composto da un uomo Newland Archer, abile avvocato e due donne May Welland, cullata nella sua perpetua e miope età dell'innocenza e la contessa Ellen Olenska, bella e anticonformista. La prima fidanzata ufficiale di Newland e la seconda tentazione che si insinua pericolosamente nella mente dell'uomo. Questo triangolo mette in evidenza l'ipocrisia dell'alta società del 1870. Il nome della prima protagonista femminile è lo specchio della sua insicurezza richiamando l'omonimo verbo inglese. Il regista utilizza abilmente tre colori che sono il pilastro di tutto il percorso filmico:

Il rosso che caratterizza il dolore inespresso, la carica sentimentale di Newland verso Olenska e lo specchio di tali pulsioni sono gli abiti e il colore delle pareti di casa della contessa.

Il giallo il colore specifico di Olenska, colore della felicità, vivacità, disinibizione e isolamento a cui la donna sarà destinata, anche lo specchio d'acqua su cui la sua immagine risalta mentre viene osservata da Nowland è dorato, infine gialle sono le tende dell'appartamento parigino delle quali Archer rievocherà l'immagine di una occasione mancata.

Il bianco il colore della totalità, aristocratico, dalla natura ambigua poiché può essere definito come l'unione di tutti i colori o il "non-colore", è il colore di May ed anche dei fiori a lei legati, i mughetti.




La caratteristica del film, che lo rende indimenticabile, è la cura per i dettagli. Non c’è un vaso di fiori, una posata, un libro che sia fuori posto o scelto casualmente. Un particolare che mi ha colpito per la sua ricercatezza è l’anacronismo voluto da Scorsese, il quale, nella scena in cui la Contessa Olenska dichiara il suo amore a Newland, ha collocato nella parete alle sue spalle il quadro di Fernand Khnoppf ‘The Art, the Caresses, the Sphynx”, dipinto nel 1896. Le vicende narrate da Scorsese si collocano temporalmente nel 1870, questo dettaglio intende pertanto sottolineare l’anticonformismo e l’apertura mentale della Contessa Olenska, una donna autonoma e anticonvenzionale, che in quel preciso momento storico risulta appunto anacronistica.





Nel corso del film, l'entrata in scena della Contessa Olenska innesca altri momenti anacronistici. Quando Newland si reca segretamente a Boston per rivederla, 'cammina' letteralmente all'interno di un quadro di Georges Seraut '
Una domenica pomeriggio alla Grande- Jatte' 1883-85, un quadro, ancora una volta successivo agli eventi narrati.



Alla fine dello stesso felice giorno, la Contessa si congeda e Scorsese inserisce il brano musicale
"Marble Halls", di Enja, che riesce miracolosamente a non stonare col film, ma a rendere solo più magica la scena con il gruppo di gentlemen che sotto le raffiche del vento si reggono il cappello. L'ultimo incontro tra Newland ed Ellen avviene al Museo di Storia, la scena inizia con l'inquadratura di un 'oggetto dall'uso sconosciuto', una probabile metafora dell'opinione comune sulla Contessa Olenska, un oggetto di cui l'alta società non sa che uso fare.

Verso la fine del film, quando il figlio di Newlan ormai invecchiato, invita il padre a Parigi per vedere proprio la Contessa Olenska, è tramite un telefono che avviene la conversazione. Forse l'Age of Innocence sta per cedere il passo all'Age of Consent del primo '900. Viene da chiedersi se nella New York del post Sex and the city le regole del gioco siano davvero cambiate.

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 14:03 | link | commenti (1)
categorie:
giovedì, 16 novembre 2006

Art is always contemporary [n.15]



Madonna, Munch

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 08:55 | link | commenti (4)
categorie: art is always contemporary
martedì, 14 novembre 2006

Per imparare a volare si deve soffrire

A dimostrare che l’arte è (quasi) sempre dove sono i soldi, arrivano i due ultimi eccezionali spot della Nike. Non mi sento in imbarazzo nell’affermare che si tratta di due assoluti capolavori. La Nike crea un dittico, due video in cui si è scelto di mostrare due aspetti antitetici della pratica della disciplina fisica.

In ‘A little less gravity’  l’elemento di base è quello della leggerezza, della delicatezza, ed anche, se vogliamo, del sogno. Compiere un gesto atletico non deve essere più dunque un’azione faticosa, ma una sorta di evoluzione aerea delicatissima, onirica. Lo spot si compone di diverse sequenze, connesse tra loro, che propongono allo spettatore delle mirabolanti evoluzioni atletiche, attraverso due caratteristiche linguistiche e formali: il rallentatore e il capovolgimento delle coordinate spaziali. Il gesto atletico diventa così estremamente lieve e sinuoso mentre il ribaltamento terra-cielo fa pensare ad una condizione si soavità simile a quella degli astronauti che si trovano nell’orbita terrestre.




Nel secondo ‘A little less hurt’, che ha come colonna sonora proprio l’emozionante ‘Hurt’ di Johnny Cash, vengono, al contrario mostrati momenti di dolore estremo. Tutto ciò che sembrava sorprendentemente facile e incredibilmente ben riuscito nel primo spot, viene qui totalmente ribaltato. Si svela l‘altra faccia della medaglia. Il sudore, il vomito, le ferite, la delusione, la rabbia, la sconfitta. Tutta l’eleganza del primo spot sparisce per lasciar posto alle immagini quasi violente del secondo. Anche stilisticamente i due video sono complementari: nel primo immagini curatissime e studiate, nel secondo immagini sgranate, estrapolate dai filmati della televisione.



In non possiedo scarpe Nike e non me le comprerò dopo aver visto questo spot, ma non c’è dubbio che la visione di questi due video sia emozione pura. La lotta dell'uomo che vuole staccarsi da terra è dolore, che ti fa cadere, a volte, a pochi centimetri dal traguardo.

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 11:08 | link | commenti (1)
categorie: video

Contemporary Art loves Asinello...but Asinello loves Contemporary Art?



Paola Pivi






Cattelan



Cinthia Marcelle, Grey Demonstration

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 09:55 | link | commenti (2)
categorie: brevi
sabato, 11 novembre 2006

La Monade



Questa donna può tutto, 'aristocraticamente abbarbicata sulle vette dei suoi tacchi torreggianti'

Who would be the psychologist of NicoleDiver alle ore 11:22 | link | commenti (3)
categorie: brevi