

Diego Velasquez, Las Meninas, 1656 versus Pablo Picasso, Las Meninas After Velasquez, 1957.

Cai Guo Qiang è indubbiamente uno degli artisti che meglio rappresenta la Cina contemporanea: attento osservatore del presente e, nel contempo, meticoloso studioso storico del passato. Nato nel

Il lavoro di Cai Guo-Qiang scaturisce dall’incontro di due culture profondamente diverse e risponde al desiderio di instaurare un dialogo fecondo tra esse. Non si tratta di un tentativo d’integrazione, poiché Cai resiste all’occidentalizzazione continuando a parlare cinese e attingendo al proprio patrimonio culturale d’origine. Le sue opere, infatti, presentano chiari riferimenti alla Cina e alle sue tradizioni millenarie, sia nell’uso di materiali sia nella scelta dei soggetti, senza tuttavia indulgere in rievocazioni nostalgiche o in pure citazioni di carattere – per noi occidentali – esotico.

Nel lavoro di quest’artista, l’Oriente incontra l’Occidente senza che l’uno prevalga sull’altro e mettendo in luce, spesso con ironia sottile, le incomprensioni e i fraintendimenti culturali, la tendenza dell’Occidente a far prevalere il proprio modello artistico e la necessità, per gli artisti non occidentali, di non omologarsi ad esso, di trovare una via di ricerca autonoma.
Nelle sue opere fa rivivere antiche tra dizioni cinesi, per esempio il feng shui, far percepire il soffio vitale il Qi ad un’intera città, con un intervento di agopuntura urbana. Cai Guo-Quiang da fuoco ad importanti musei come accadde anni fa durante una performance alla Tate Modern di Londra rapidamente sgombrata a causa di un incendio fuori programma. Si è affermato come il più importante e conosciuto artista del suo paese, ma non proviene dall’ultima generazione, quella attualmente sotto i riflettori. Usa ossessivamente il numero, elemento imprescindibile in Cina, durante una performance ha allungato la Muraglia cinese di


Cai Guo-Quiang non passa inosservato, a Berlino il Guggenheim gli dedica una personale, l’opera realizzata dall’artista sono 99 lupi formato appena ridotto rispetto alle dimensioni attuali, lanciati al galoppo per sfondare un muro verso est. E' omaggiato anche al Metropolitan di New York che gli offre il suo roof garden per una nuova installazione fatta di nuvole, pietre, vetro e una pelle di coccodrillo in resina. Anche al Mudam di Lussemburgo c’è un bel lavoro di Cai Guo-Quiang, una barca rovesciata con infilzate centinaia di frecce d’oro che termina con una leggiadra gabbia di uccellini.



Durer, Self Portrait, versus Mapplethorpe, Patty.
Ultimamente l’arte contemporanea ha aperto i suoi cancelli anche al mondo del football con due ritratti abbastanza rappresentativi dell’epoca in cui viviamo.
Zidan 21st Century Portrait

Giovedì 15 giugno, ore 21. Al St. Jakob Park Stadium di Basilea la curva è pressoché piena. Non si aspetta il calcio di inizio, ma la premiere di Zidane a 21st Century Portrait, film di Douglas Gordon e Philippe Parreno. Il progetto di questo film nasce nel 1996 e, neanche a dirlo, giocando. Lo raccontano i due autori ad Hans Ulrich Obrist in un’intervista pubblicata su Spike. Parreno dichiara: “Non ricordo bene la genesi della cosa, ma stavamo giocando a calcio, parlavamo di calcio, e poi ci siamo scambiati delle email sul calcio, e se ero a Parigi succedeva che c’era sempre qualche incontro incredibile. Prima del 1998 avevamo già deciso che volevamo fare qualcosa. Decidemmo di fare qualcosa con Zidane, direi nel
Sleeping Beauty

David Beckham come ogni riccone che si rispetti ha deciso di farsi fare un ritratto e ha scelto l’artista inglese più glamour del momento ovvero la brava e talentuosa fotografa Sam Taylor Wood, già nota per i suoi davvero splendidi ritratti di divi hollywooddiani piangenti, il ciclo dei Crying Man (2004).

Ma per David ha scelto di fare qualcosa di più, un ritratto-video realizzato a casa sua e della moglie Posh Spice Victoria, in cui si vede David Beckham che dorme per un’ora e 7 minuti. Se volete vedere David che mezzo nudo si smovicchia nel letto ecco un video veramente hot!


Velasquez, il ritratto di papa Innocenzo X, 1650, versus Bacon e i suoi studi su Velasquez, 1953. Su Bacon segnalo anche il bellissimo film LOVE IS THE DEVIL: Study for a Portrait of Francis Bacon, 1998, di John Maybury, con un'indimenticabile Derek Jacobi nella parte di Francis.
'Se anche grido chi mi sentirà?'
Qui uno striminzito trailer.
Cinquantamila palline di polistirene colorato. Un materiale semplice ed economico. Così Nike Savvas, australiana d'origine ma residente a Londra da anni, ha realizzato la sua performance artistica per




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Dopo i cyborg innamorati di Bjork, dopo le oscene mutazioni per Aphex Twin...

Matthew Barney versus Marie Antoinette...
...who win???
The unknown future rolls toward us. I face it, for the first time, with a sense of hope. Because if a machine, a Terminator, can learn the value of human life, maybe we can too.
Sarah Connor